Shelter Tubex: l’ideale per la protezione degli alberi da frutto

15 Set 2022 | Redazione Tubex |

In agricoltura, al giorno d’oggi, è possibile avvalersi di tecnologie innovative e originali. Tra queste non mancano quelle che permettono di proteggere le piante dagli animali, dai diserbanti o dagli agenti atmosferici. Una di queste innovazioni molto usate si concretizza negli shelter Tubex. Questi ultimi sono protezioni tubolari realizzate in polipropilene con l’aggiunta di pigmenti inorganici e di uno stabilizzatore di raggi ultravioletti. Gli shelter sono studiati in particolare per garantire la protezione degli alberi da frutto, per le viti o gli esemplari giovani di piante ad alto fusto. La protezione funziona anche contro i roditori sempre in agguato, i quali si rivelano una minaccia costante per le piantagioni.

Tubex sviluppa soluzioni originali per proteggere le piante in modo da favorire la loro crescita. Le condizioni microclimatiche che si creano all’interno dello shelter agevolano ulteriormente l’accrescimento della pianta, anticipando la produzione dei frutti.

La garanzia di un marchio di qualità

Tubex è un’azienda all’avanguardia i cui prodotti sono conosciuti ormai in tutto il mondo. Opera dagli anni 80, cioè sin da quando si è sviluppata la produzione di prodotti specifici per la protezione degli alberi da frutto e non solo. I settori di applicazione più idonei all’utilizzo di questi impianti di protezione Tubex sono la viticoltura, la frutticoltura e la silvicoltura.

Tubex è un marchio che opera da sempre prestando attenzione a ogni aspetto della sostenibilità, anche nella creazione della relativa strumentazione. Grazie agli shelter Tubex, infatti, è possibile partecipare concretamente alla salvaguardia del pianeta. Questo avviene non solo perché si impiegano i metodi migliori per la protezione degli alberi da frutto, per la cura e lo sviluppo delle piante in diversi contesti ambientali. C’è da dire anche che l’azienda ha scelto di usare materiali non inquinanti.

Per la realizzazione degli shelter utilizza un materiale eco-friendly, a impatto ambientale molto ridotto. Questi prodotti presentano altresì le necessarie certificazioni di qualità: fra queste la ISO 9001:2015, per la gestione della qualità) e la ISO 14001:2015 che riguarda la gestione da un punto di vista ambientale.

shelter - protezioni per gli alberi da frutto

 

La protezione degli alberi da frutto: i prodotti per la frutticultura

Gli shelter Tubex sono protezioni tubolari pensate per gli arbusti in crescita. Proteggono la pianta da morsi di animali o dal rischio di danneggiamento per calpestamento, e anche da erbe infestanti e prodotti chimici troppo aggressivi. Sono da utilizzare negli orti e nei campi, nelle zone boschive o anche solo nei giardini di casa.

Un grande vantaggio comportato dall’uso degli shelter per la protezione degli alberi da frutto e altre piante è dato dal microclima che si crea all’interno della sezione tubolare. Questo microclima è particolarmente favorevole all’attecchimento degli arbusti più giovani e appena piantati e di conseguenza anche alla crescita del fusto. Usare questi prodotti significa poter avere piante dal tronco più solido e alberi di altezza maggiore. Gli shelter Tubex sono resistenti e allo stesso tempo leggeri, in modo da non pressare il fusto in crescita.

Una valida protezione degli alberi da frutto

Per la protezione degli alberi da frutto sono stati ideati Tubex Fruitwrap. Potete trovare maggiori informazioni su questa pagina e contattarci per farci tutte le vostre domande. Vi aspettiamo!


24 Ago 2022 | Redazione Tubex |

Il suo nome è Pino di Aleppo perché è originario del medio oriente, più nello specifico della Siria (dove si trova appunto Aleppo), del Libano e della Turchia. In realtà, però, lo si trova in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia è uno degli alberi più comuni in assoluto. Prospera sulle colline e nelle zone costiere, tanto da confondersi con i pini marittimi. Il pino d’Aleppo è un albero maestoso e può essere anche secolare. Coltivarlo in giardino può sembrare un’impresa titanica, ma è davvero così?

Conosciamo il pino d’Aleppo

Questo albero fa parte della famiglia Pinus e può raggiungere un’altezza che varia da 10 a 25 metri. Il tronco ha un diametro medio di 60 cm (a volte anche di 1 metro) e si completa, in alto, con una chioma folta e ampia come quella del pino marittimo. La differenza tra le due tipologie di pini sta nei germogli: quelli del pino di Aleppo sono formati da aghi più chiari e più radi. Inoltre la corteccia ha un colore più rossiccio rispetto al pino marittimo e le squame si assottigliano verso l’alto. Gli aghi sono lunghi 5-10 centimetri e sono raccolti in mazzetti morbidi.

Il pino d’Aleppo fiorisce brevemente tra marzo e maggio e crea frutti a forma di coni legnosi: le pigne a cono. I semi contenuti in queste ultime si spargono nel corso di diversi mesi, o anni, a meno che un intervento esterno – eccessivo calore o un incendio – causi l’apertura anticipata del cono.

Come si coltiva questo pino?

Volete coltivare un pino d’Aleppo nel vostro giardino? Sembra una cosa complicata ma non lo è. Certamente ci vorrà attenzione e sarà opportuno sapere come muoversi. A questo proposito è utile considerare che questo albero ha bisogno di un clima mite, in cui gli inverni non siano gelidi. Ama moltissimo il sole, tranne quando è ancora molto giovane e in quel caso ha bisogno di essere ombreggiato nelle ore e nei mesi più caldi.

Di base è un albero che si adatta a ogni tipo di terreno, da quello roccioso al sabbioso, e non teme l’aridità. Tuttavia, è meglio fornirlo di un terreno fertile, ricco e drenante. Il pino di Aleppo si riproduce per semina, usando di solito semi di impollinazione incrociata che vanno messi nella terra in inverno. Ha bisogno di acqua ma non in quantità eccessiva. Non a caso, quando è ancora giovane va protetto dalle piogge forti e dagli allagamenti.

Il pino d’Aleppo, se mette radici e trova il proprio equilibrio, diventa un albero grande, resistente e bellissimo che può vivere anche 200 anni! Nonostante questo, finché non si fortifica rimane delicato, motivo per cui si deve evitare di travasarlo troppo spesso. Fatelo soltanto quando necessario, in base a come vi indicherà il vivaio o il giardiniere.

Per proteggere bene il giovane pino, non dimenticate di usare uno shelter per alberi. Potete trovare quello giusto direttamente su questa pagina.

come coltivare il pino d'aleppo

 

Alcune curiosità sul pino d’Aleppo

Infine, è interessante sapere che la più alta concentrazione in assoluto di pini d’Aleppo in Italia si trova in Puglia, precisamente nel Parco Nazionale del Gargano. Se ne trovano in grandi quantità anche in Calabria e Sicilia. Cresce molto meglio nelle cosiddette “fiumare”, letti di torrenti spesso asciutti in estate, ma si trova bene anche nei terreni sabbiosi costieri. Oltre alla zona del Mediterraneo, il pino d’Aleppo ha trovato un habitat ideale anche… in California!


20 Lug 2022 | Redazione Tubex |

La coltivazione del melograno risale a tempi antichi e negli ultimi anni ha visto un forte aumento, grazie alla grande richiesta dei suoi deliziosi frutti. Il nome scientifico di questo albero fa frutto è Punica granatum e può avere un comportamento arboreo o arbustivo a seconda della modalità di gestione. Come per tutte le specie da frutto questo albero necessita di attenzioni e particolari cure; vediamo insieme come coltivare e curare il melograno nel migliore dei modi.

Coltivazione del melograno: clima e terreno

La coltivazione del melograno avviene solitamente a terra e più di rado in vaso per la coltivazione in serra. I periodi migliori per la messa a dimora del melograno sono l’autunno e l’inizio della primavera, ed è da prediligere un terreno dal Ph neutro. È quindi da evitare l’inverno perché soffre le temperature sotto il 10 gradi e i ristagni idrici.

Per garantire un terreno ben drenato anche in presenza di fondo argilloso, basterà mischiare della sabbia con la terra di scavo prima della piantumazione. Peculiarità del terreno come ad esempio la mancanza di ferro e il calcare sono sostenute abbastanza bene dal melograno.

Concimazione e annaffiatura

Ci troviamo in presenza di una pianta da frutta che deve essere irrigata regolarmente per garantire una buona fruttificazione autunnale. Il suggerimento per una corretta coltivazione del melograno è quello di bagnare il terreno dopo il tramonto nelle giornate dalle temperature particolarmente alte, assicurandosi che sia sempre appena umido sotto la superficie.

Quando il melograno viene messo a dimora, è inoltre necessario creare un ambiente che lo aiuti ad adattarsi alla sua nuova posizione; per questa fase entrano in gioco gli shelter di protezione per le piante da frutto e il concime.

Dopo la messa a dimora, il melograno necessita di un concime equilibrato nella quantità di 20g per pianta ogni due mesi. In alternativa si può utilizzare del letame maturo nelle quantità di 1 Kg ogni 4 mesi.

La potatura

Le forme più utilizzate per la potatura del melograno sono quella a cespuglio e quella ad alberello. In genere la scelta di una o dell’altra dipende se si predilige un fattore estetico o di comodità di raccolta dei frutti.

Il procedimento della potatura va eseguito in seguito alla raccolta, pertanto nel periodo tardo autunnale oppure alla fine dell’inverno. La potatura di formazione è utile per togliere i rami superflui e dare la forma che preferisci alla pianta, la potatura di rinnovo elimina tutte le parti secche e malate. Infine la potatura verde si svolge in estate, togliendo i rami che non servono per la riproduzione e sono dannosi poiché vanno a sottrarre il nutrimento ai rami che danno i frutti.

La moltiplicazione

La pianta del melograno si moltiplica in primavera, mentre per quanto riguarda la moltiplicazione del seme non ha una particolare diffusione in quanto spesso le piante ottenute attraverso questa metodologia, non conservano le caratteristiche della pianta madre.

Le malattie del melograno

Il melograno è una pianta parecchio resistente, ma sono diversi gli insetti e le malattie che possono danneggiare i giovani alberi appena messi a dimora. La pianta del melograno può infatti essere colpita da patologie fungine, come per esempio l’alternaria e la muffa grigia; mentre fra i parassiti a cui bisogna prestare attenzione ci sono gli afidi e il ragnetto rosso.

coltivazione e protezione del melograno tubex fruitwrap

 

I vantaggi dell’utilizzo di uno shelter per la protezione del melograno

Per la protezione dei frutteti sono stati studiati degli appositi shelter in polipropilene.

Il più indicato nel caso della coltivazione del melograno è Tubex Fruitwrap, che grazie alle sue caratteristiche crea al suo interno un microclima favorevole all’attecchimento del giovane albero garantendogli protezione da insetti e malattie oltre che una crescita sana.


20 Giu 2022 | Redazione Tubex |

Chi lavora la terra sa quanta fatica costa coltivarla, proteggere le piante e favorirne la crescita per avere un buon raccolto. Nell’era moderna i contadini possono contare però sulla tecnologia e sui prodotti all’avanguardia di cui il settore necessita. Questo premette loro di industrializzare la produzione, di incentivarne i raccolti e massimizzare i profitti.

Gli investimenti più importanti sono quelli che riguardano l’irrigazione, come viene facile intuire, ma allo stesso modo proteggere la pianta durante la crescita e accrescerne la produttività sono elementi essenziali per un buon raccolto. I principali nemici delle piantagioni sono gli animali selvatici, come i roditori, che vagano per i campi in cerca di cibo. Per arginare i rischi di danni senza repellenti che inquinano l’ambiente, avvelenano il terreno e sono nocivi alla salute di tutti, oltre che delle piante stesse, esistono dei rimedi eco-friendly ed efficienti.

Tra questi i migliori sono gli shelter, protezioni tubolari in propilene che proteggono l’arbusto al momento dell’attecchimento; i migliori in commercio sono gli Shelter Tubex.

Cos’è uno shelter Tubex per la protezione delle piante?

In parole facili da comprendere si tratta di semplici tubi di protezione dei fusti delle piante, che vanno ad “abbracciarle” e contenerle, partendo da dentro il terreno e salendo per tutta l’altezza necessaria a garantire l’isolamento del fusto dall’azione pericolosa degli animali, ma anche da agenti atmosferici violenti ed erbe infestanti.

Con lo shelter Tubex, marchio leader del settore ormai specializzato nella risoluzione di queste problematiche, si ottiene una protezione efficace e sicura.

proteggere le piante con shelter tubex

 

Le caratteristiche degli Shelter Tubex

Tra gli elementi essenziali degli shelter Tubex c’è il giusto connubio fra resistenza e leggerezza, perché siano facili da maneggiare e soprattutto non siano mai di costrizione alla crescita della pianta. Un’altra importante particolarità di questi prodotti è il microclima che si crea al loro interno. Nella protezione tubolare si creano infatti delle condizioni climatiche ottimali, fattore essenziale nella fragile fase di attecchimento. Questa caratteristica contribuisce a favorire la crescita della pianta potenziandone la produttività.

Infine, c’è la qualità e l’attenzione dei materiali stessi al rispetto dell’ambiente in cui opera. La materia prima usata per la loro costruzione, infatti, è il polipropilene, materiale inerte che può andare anche a contatto diretto con i cibi, completamente biocompatibile e quindi non inquinante quando il suo ciclo produttivo si esaurisce.

Gli shelter Tubex per la protezione delle piante si rivelano quindi la tecnologia a servizio del pianeta per raccolti produttivi intensi senza arrecare danni all’ambiente.


27 Apr 2022 | Redazione Tubex |

Per cominciare a coltivare un orto o per avviare un’attività nell’ambito dell’agricoltura, è necessario avvalersi di tutti gli strumenti utili per lavorare la terra. Quali sono gli essenziali? In questo articolo andremo a vedere quali sono i principali attrezzi per l’agricoltura di cui munirsi prima di cominciare. È innanzitutto necessario fare una distinzione in base alla grandezza del terreno da lavorare, perché gli attrezzi che serviranno varieranno anche in base a questo. Ovviamente, l’occorrente può variare a seconda della tipologia di vegetali che si desiderano coltivare.

Gli strumenti per i grandi appezzamenti di terreno

Per appezzamenti di terra molto grandi è indispensabile usare delle macchine apposite, tra cui l’aratro e la vangatrice. Il primo è importante per smuovere la terra in profondità. È costituito da una lama per il taglio verticale del terreno, da una lama per il taglio orizzontale e da una lama ricurva.

Anche se è molto utile per arrivare in profondità, ha lo svantaggio di portare in superficie la terra meno ricca di vita microbica e di sostanza organica. Inoltre porta alla formazione della suola di lavorazione, strato poi difficile da essere penetrato da parte delle radici. Proprio per questo tra gli attrezzi per l’agricoltura figura anche la vangatrice. Quest’ultima è costituita da tante vanghette che affinano bene il terreno e non creano grandi zolle. Di solito questa si attacca al trattore e il suo utilizzo richiede meno carburante rispetto all’aratro.

Attrezzi per l’agricoltura: l’occorrente per i piccoli appezzamenti

Chi invece ha un orto più piccolo, ma troppo grande da lavorare manualmente, può optare per attrezzi piccoli e meccanizzati, tra cui la motozappa, la motovanga, ma anche la seminatrice. La motozappa non ha ruote a trazione e si muove grazie alla fresa che gira. A differenza del motocoltivatore (un piccolo trattore molto spesso da spostare spingendone i manubri), la motozappa usata come fresa è costituita da tante zappe che ruotando lavorano il terreno.

Tra gli altri funzionali attrezzi per l’agricoltura è presente la motovanga. Questa può essere attaccata al motocoltivatore, per affinare bene il terreno, mentre la trincia serve per sminuzzare i resti delle coltivazioni. Anche la seminatrice può essere attaccata al motocoltivatore, e permette di regolare la semina, facendo cadere un solo seme per volta.

prodotti e attrezzi per l'agricoltura

 

La scelta dei prodotti ideali

Come anticipato, tutto dipende da cosa si desidera coltivare. Pertanto, oltre a scegliere tra gli attrezzi per l’agricoltura sopracitati, sarà opportuno avvalersi di semi, talee, concimi, piantine e fertilizzanti adeguati. Ogni pianta avrà bisogno delle giuste cure e di essere posizionata nella zona ideale a seconda delle sue specifiche necessità. Perciò, chi è alle prime armi e non è del mestiere dovrebbe sicuramente prepararsi anche da un punto di vista teorico. Dovrà quindi studiare le modalità di coltivazione di ciò che vuole coltivare.

Attrezzi per l’agricoltura: alcuni prodotti che fanno la differenza

Oltre agli attrezzi per l’agricoltura, utili per lavorare la terra e non solo, non bisogna dimenticare di munirsi di quelli pensati appositamente per proteggere le piante. Tra questi sono presenti teli, serre, reti e coperture similari, ma anche le protezioni tubolari per alberi e arbusti proposte dal marchio Tubex. Potete trovare ulteriori informazioni sugli shelter Tubex direttamente QUI.


20 Apr 2022 | Redazione Tubex |

La sensibilità nei confronti dell’ambiente è cambiata rispetto al passato e il bisogno di una vita ecosostenibile accresce anche la voglia di dedicare maggior attenzione nella cura delle piante. Utilizziamo prodotti sempre più green anche per la coltivazione dei vegetali, ottenendo risultati sempre più ottimali per noi e per il nostro pianeta. Per la coltivazione della vite è possibile usare lo shelter Tubex Ecovine. Si tratta di una soluzione funzionale, ecologica e studiata per proteggere la pianta nella fase di attecchimento e durante la sua crescita, ma anche per favorirne lo sviluppo.

Cos’è e come si usa

Tubex Ecovine è una protezione tubolare con bordo svasato, che si presenta come una sorta di piccola serra. Rappresenta una difesa per la vite non solo dagli agenti atmosferici, ma anche dalla tossicità degli erbicidi vaporizzati nell’aria, dall’attacco di animali di piccole e grandi dimensioni. È una valida protezione anche dal lavoro di manutenzione del vigneto, effettuata spesso con le macchine, da parte dell’uomo.

Tubex Ecovine è l’ideale per chi si occupa della coltivazione della vite anche perché si inserisce nel terreno in modo semplice e veloce. Questa protezione tubolare può essere ancorata a qualsiasi reticolato, garantendo così una maggiore stabilità. Questo funzionale prodotto assicura una durata minima di 3 anni.

Maggiore protezione e più resa

La coltivazione della vite con Tubex Ecovine si presenta come una scelta da non sottovalutare. Usare questo prodotto consente di aumentare il tasso di sopravvivenza delle piante. Infatti favorisce l’attecchimento e protegge l’arbusto nei periodi in cui risulta più fragile. Salvare più viti significa, di conseguenza, avere un maggiore raccolto e un significativo guadagno a livello economico. Proprio per questo sono numerosi i viticoltori che scelgono questo tipo di shelter per piante.

C’è da dire inoltre che le protezioni Tubex promuovono un più rapido sviluppo del vegetale. Questo è dovuto al particolare microclima che si crea al loro interno.

Ottimizzare le attività di coltivazione della vite, ma anche rispettare l’ambiente

Tubex Ecovine è realizzato in polipropilene, con pigmenti inorganici e uno stabilizzatore di raggi ultravioletti. Pertanto, è costituito da materiale biocompatibile ed è utilizzabile in ogni ambiente. Questo shelter leggero e resistente è studiato per garantire una degradazione naturale ed eco-friendly.

viticultura - coltivazione della vite

 

Un prodotto in continua crescita

Da più di vent’anni l’azienda Tubex offre una soluzione economica ai viticoltori d’Italia e del resto d’Europa, in quanto lo shelter si adatta alla maggior parte delle condizioni ambientali. Anni di esperienza nel settore della coltivazione della vite sono sinonimo di garanzia e affidabilità. L’azienda è da sempre caratterizzata da un’innata voglia di migliorarsi per accontentare le esigenze del cliente che ha a cuore la salute delle proprie piante. Per questo si impegna per migliorare le protezioni tubolari nel tempo, garantendo costantemente un’efficienza sempre maggiore.

Coltivazione della vite: dove acquistare Tubex Ecovine?

Nowotec è il distributore in esclusiva dei prodotti Tubex in Italia. Perciò vi invitiamo a conoscere Tubex Ecovine e a contattarci per richiederci maggiori dettagli. In breve tempo potrete ricevere il prodotto e ottimizzare al massimo le vostre attività di coltivazione della vite.


28 Mar 2022 | Redazione Tubex |

La cura del frutteto si concretizza in un insieme di operazioni da portare a termine durante l’arco dell’anno. In ogni stagione ci sono cose diverse da fare ed interventi da effettuare. Quali sono le operazioni da eseguire all’inizio della primavera? Dalla concimazione alla potatura, andiamo a vedere quali sono le attenzioni di cui necessitano gli alberi da frutto in questo periodo.

La fine della stagione fredda

Con il mese di marzo ci avviamo finalmente verso la fine dell’inverno. Ci sono le ultime gelate, e per questo le piante necessitano della giusta protezione, ma la primavera è vicina. Non appena le temperature diventano più miti, sarà importante prendersi cura del frutteto nel modo corretto: si dovrà dare il concime agli alberi e procedere alle ultime potature.

In particolare si dovrà intervenire sugli eventuali polloni radicali presenti sugli alberi innestati da poco. Una volta finito sarà opportuno usare la poltiglia bordolese per il trattamento contro eventuali malattie che potrebbero colpire le piante. In questo periodo si possono ancora eseguire alcuni innesti.

La cura del frutteto grazie ai trattamenti più importanti

Oltre all’uso della poltiglia bordolese, potrà essere utile contrastare l’azione degli agenti patogeni che possono presentarsi con l’innalzamento delle temperature abbinato all’umidità persistente. La cura del frutteto in questo periodo dell’anno dovrebbe comprendere quindi dei trattamenti specifici contro le malattie crittogamiche che colpiscono in particolare pomacee e drupacee. Un’altra malattia da prevenire è l’oidio che attacca il melo, ma anche la vite. In questo caso, soprattutto se in passato ci sono stati forti attacchi, sarà necessario agire alla fine della fioritura, usando lo zolfo o altri prodotti specifici.

Tra gli altri trattamenti, utili per chi si deve occupare della cura del frutteto, troviamo quello a base di ossicloruro di rame. Sulle drupacee è ottimo per prevenire la bolla e altre patologie, mentre sulle altre specie può rivelarsi valido per contrastare la ticchiolatura e la maculatura bruna. L’olio bianco si rivela invece molto efficace contro la cocciniglia. In generale, in base alle specie in vostro possesso, potrete trovare molti trattamenti specifici, biologici e sicuri per l’uomo, le piante stesse, gli insetti e gli animali.

La concimazione

La concimazione è fondamentale in particolare per i giovani alberi e in ogni caso può aiutare le piante a proporre un ottimo raccolto. Mentre in autunno si può eseguire una concimazione organica, all’inizio della primavera è opportuno usare fertilizzanti specifici per i frutteti.

La cura del frutteto: tutto parte da una buona messa a dimora

Come avete potuto vedere ci sono tante cose da fare all’inizio della primavera. Tuttavia la cura del frutteto inizia fin dalla messa a dimora. Pertanto, è necessario eseguirla nel modo corretto e, in particolare, offrire la giusta protezione al giovane albero. Grazie agli shelter Tubex si potranno proteggere gli alberi da frutto dall’attacco di animali o erbe infestanti, dalle sostanze chimiche e dagli sbalzi climatici. I prodotti Tubex sono importanti per la cura del frutteto anche perché permettono di favorire l’attecchimento e di promuovere un più rapido sviluppo di ogni albero. Il merito è soprattutto del perfetto microclima che si crea all’interno delle protezioni tubolari. Provare per credere!


14 Mar 2022 | Redazione Tubex |

Quella di piantare la vite è una scelta che fanno molti agricoltori, ma non sono poche le persone che scelgono di farlo a livello “amatoriale” per il consumo nell’ambito familiare. Ma cosa bisogna fare per piantarla e curarla nel modo giusto? Cosa dovreste sapere a riguardo? Andiamo ad elencare alcune informazioni e consigli che potrebbero servire a tutti coloro che sono alle prime armi e hanno bisogno di una breve guida.

Quando e dove si pianta la vite?

La prima cosa da non sbagliare, quando si decide di piantare la vite, è la tempistica. Il momento migliore per mettere a dimora le barbatelle di vite è da dicembre fino a maggio, durante il periodo di fermo vegetativo. Quando sarà tempo di germogliare, la pianta dovrà già essere stata messa a dimora da un po’. Dicembre è il mese ideale: da questo mese in poi la vite potrà ricevere la corretta irrigazione grazie alla pioggia e attecchire adeguatamente. Grazie ai nuovi sistemi di irrigazione, funzionali e spesso automatici, molti viticoltori riescono a metterla a dimora anche a primavera inoltrata.

In generale, è opportuno piantare la vite in un luogo in cui le temperature salgono almeno fino a 18°C nel periodo dell’invaiatura, ovvero nel momento in cui il grappolo cambia colore. Le temperature adeguate possono garantire la corretta maturazione. Per il resto, è utile dire che la vite resiste bene anche alle condizioni climatiche più sfavorevoli. Questa pianta viene coltivata praticamente in ogni parte del mondo: al mare, in pianura o in montagna, nelle aree con inverni molto freddi e in zone tropicali o subtropicali. Viene coltivata anche in territori semidesertici e a rischio di completa desertificazione.

Piantare la vite: la cura necessaria

Anche se questa pianta sopporta bene la siccità, è importante fornirle la giusta irrigazione. In media possono servire dai 350 ai 500 mm di acqua all’anno per una vite normale e dai 33 ai 208 mm di acqua per la vite da tavola. Per quanto concerne la concimazione, da eseguire durante la primavera, le piante più giovani richiedono una notevole quantità di azoto. Per favorire un buon raccolto, il vitigno ha bisogno anche di fosforo, potassio e magnesio.

Quando si sceglie di piantare la vite è importante inoltre conoscere le più adeguate pratiche di potatura. Le viti giovani dovranno ricevere un taglio in grado di rafforzare il fusto. Quando le piante saranno adulte si dovrà effettuare una diversa potatura, molto meno incisiva. Sarà inoltre opportuno proteggere i tralci grazie alla legatura: questo processo potrà evitare che i tralci possano spezzarsi per colpa del peso dei grappoli.

Infine sarà fondamentale proteggere la vite dalle malattie usando appositi prodotti miscelabili tra loro, i quali devono essere sciolti nell’acqua. Usando la poltiglia bordolese, che può essere mescolata anche allo zolfo, si potrà proteggere la vite dalla peronospora, un fungo che può recare notevoli danni.

 

tubex ecovine per per piantare e proteggere la vite

Le protezioni Tubex: un alleato per chi decide di piantare la vite

Cos’altro dovreste sapere prima di piantare la vite? Dovreste considerare che esistono degli shelter Tubex studiati appositamente per proteggere questa pianta fin dalla messa a dimora: si tratta di Tubex Ecovine. Questo prodotto intelligente e funzionale si rivela molto semplice da usare. Può promuovere il rapido attecchimento della vite e un’ottimale crescita della stessa. Può garantire all’arbusto la protezione dai danni che possono essere provocati dagli animali o dagli erbicidi nebulizzati nell’aria. È una risorsa ideale anche e soprattutto per chi utilizza strumenti per la manutenzione ordinaria meccanizzata, i quali possono danneggiare la pianta. Quando si decide di piantare la vite, è una buona idea affidarsi ai prodotti Tubex: potete trovare ulteriori informazioni QUI


25 Feb 2022 | Redazione Tubex |

In natura ogni elemento ha la sua importanza e gli alberi da frutto sono i più diffusi sia nelle grandi coltivazioni che nei piccoli appezzamenti privati. Scegliere la varietà per il frutteto non è semplice. Tuttavia, per una buona riuscita in fatto di produzione e coltivazione, è indispensabile fare un’attenta selezione. Proprio per questo, oggi parliamo di come scegliere gli alberi per il frutteto.

Questa tipologia di alberi non viene utilizzata soltanto per avere un gustoso raccolto, ma anche per usi prettamente ornamentali. Infatti, questi alberi sono presenti anche sui tetti con giardino e ci sono molte grandi terrazze in tutta Italia che sono state adornate proprio con queste piante. Anche prima di introdurre gli alberi in questi ambienti è bene essere a conoscenza di vari aspetti generali, dalle tecniche di potatura fino ad arrivare alle malattie delle piante.

La stagionalità e la manutenzione degli alberi da frutto

I vari alberi da frutto si distinguono tra loro in base al “prodotto” generato, frutta da pasto o frutta secca, e a seconda del momento del raccolto. La stagionalità è uno dei primi punti da considerare quando si devono scegliere gli alberi per il frutteto. Bisogna quindi decidere quali frutti si vogliono raccogliere: ci sono quelli che maturano in tarda primavera, quelli estivi e quelli che nascono nelle altre stagioni.

Durante la scelta delle varietà è anche indispensabile tener presente un altro fattore, ovvero la manutenzione. Chi non è esperto o ha poco tempo a disposizione dovrebbe prediligere alberi che necessitano una minore manutenzione e garantiscono comunque un ottimo raccolto. In ogni caso sarà opportuno informarsi sulle relative tecniche di potatura, sui trattamenti e su tutte le attenzioni di cui necessita la pianta scelta.

Scegliere gli alberi per il frutteto in base allo spazio e al terreno a disposizione

Naturalmente, coloro che decidono di piantare un albero in vaso, per la terrazza o in un piccolo giardino, possono prediligere gli alberi nani. Ce ne sono di tutti i tipi, dal limone al pesco, dal ciliegio al melo. Se si ha la possibilità di piantare uno o più alberi a terra, un altro fattore da tenere presente è proprio il tipo di terreno. Infatti, ogni albero ha le sue esigenze. Ad esempio, il pesco ha bisogno di un terreno dove non si creino ristagni di acqua.

Per scegliere gli alberi per il frutteto bisognerà altresì considerare lo spazio a disposizione e l’entità dell’esposizione al sole. Ogni specie ha le sue esigenze e noi dobbiamo sceglierne una che possa star bene nelle condizioni che il nostro terreno può garantire.

mele da frutteto

 

Tante piante tutte da ammirare

Ovviamente, soprattutto quando si devono scegliere gli alberi per un frutteto privato, anche l’occhio vuole la sua parte. Pertanto, potrete considerare anche la bellezza del fogliame e dei fiori al culmine della loro fioritura. Il patrimonio naturale è ricco di varietà in grado di adattarsi alle più diverse esigenze agro-ambientali, sociali, culinarie e culturali. Perciò, sicuramente non avrete difficoltà e in breve tempo riuscirete a trovare le specie ideali per voi.

Scegliere gli alberi per il frutteto vuol dire anche munirsi di tutto il necessario per la coltivazione

Al momento dell’acquisto delle piante non dimenticate di munirvi subito di tutto il necessario per la loro messa a dimora, coltivazione, potatura e mantenimento. Vi consigliamo di scegliere gli alberi per il frutteto con attenzione e di fare lo stesso per concimi, accessori e prodotti vari. Selezionate anche una delle tipologie di shelter Tubex: proteggere i giovani alberi è importante, fin dalla messa a dimora.


12 Feb 2022 | Redazione Tubex |

Come sappiamo, nell’ultimo periodo ci sono stati moltissimi incendi nel mondo e alcuni di questi hanno devastato vaste aree verdi italiane. Successivamente, tantissime persone hanno chiesto tempestivi interventi di rimboschimento delle aree boschive incendiate. Queste voci si presentano come un segnale importantissimo: sempre più cittadini italiani si stanno dimostrando sensibili nei confronti di questa problematica.

Questo è sicuramente un dato da non sottovalutare, dal quale possono scaturire delle migliori aspettative per il futuro. Bisogna però fare chiarezza: avviare delle operazioni di rimboschimento non è semplice come può sembrare, neanche per i più esperti in fatto di selvicoltura. Infatti, date le numerosissime leggi presenti in Italia, non è così facile piantare alberi. In più, si tratta di una missione molto difficile anche per la natura stessa: un incendio impiega pochissimo tempo per distruggere un intero bosco… Per ricostituirlo, invece, servono tantissimi anni.

Le divergenze burocratiche

La legge 353 del 2000, aggiornata di recente, vieta l’utilizzo di risorse finanziarie pubbliche per attività di rimboschimento delle aree boschive incendiate e di ingegneria ambientale per un periodo di cinque anni. Anche gli interventi sostenuti interamente con risorse private necessitano di una lunga lista di autorizzazioni specifiche. Pertanto, non sempre è facile cominciare. Questo, però, non significa che il Governo e le varie Regioni non facciano la loro parte non appena possibile. Infatti, non sono pochi i progetti già avviati che stanno permettendo il rimboschimento di alcune aree, il monitoraggio e numerose attività di prevenzione incendi.

bosco incendiato

 

Le difficoltà delle operazioni di rimboschimento delle aree boschive incendiate

Va considerato che rimboschire una specifica area è un lavoro incredibilmente complesso che richiede pianificazione, un’attenta scelta degli alberi e una serie di analisi da eseguire nell’ambiente in oggetto. Proprio per questo, la strategia generalmente utilizzata è quella di imitare quanto più possibile i processi naturali dei boschi. Si tiene conto anche dei parametri critici che vanno a regolare l’intero ecosistema, mediante l’utilizzo di determinate tecniche di ripristino.

Successivamente, si tende a fare solamente alcuni interventi indispensabili, per poi lasciare che la natura stessa faccia il suo corso in maniera autonoma, fino ad avere un ecosistema totalmente autosufficiente. Questo è sicuramente il miglior metodo per favorire il rimboschimento delle aree boschive incendiate. Ci vuole tempo e pazienza, ma la natura può farcela.

L’uso degli strumenti giusti per il rimboschimento delle aree boschive incendiate

In caso di incendi la priorità è quella di estinguerli immediatamente e di vigilare affinché il fuoco non ritorni a far danni. Questo è di certo il primo passo per fare in modo che le zone incendiate possano riprendersi il prima possibile. Una volta stimati i danni si potranno avviare dei progetti di riforestazione nelle giuste aree e con i giusti mezzi, per non danneggiare ulteriormente i territori.

Tra i migliori strumenti usati per il rimboschimento delle aree boschive incendiate e per la selvicoltura in generale ci sono anche gli shelter Tubex. Noi di Nowotec, come distributori ufficiali, siamo fieri di proporre agli esperti del settore i prodotti di questo marchio. È stato riscontrato che le protezioni Tubex sono l’ideale per favorire l’attecchimento e un più rapido sviluppo dei giovani alberi. Pertanto, possono rivelarsi ottime risorse anche in situazioni e in condizioni difficili come quelle che si verificano dopo un incendio. Potete trovare ulteriori informazioni sui prodotti Tubex direttamente QUI.