Tutta la bellezza del ciliegio nano

29 Apr 2021 | Redazione Tubex |

Moltissime persone hanno il desiderio di coltivare degli alberi da frutto, ma purtroppo non tutti hanno la possibilità di disporre di ampi spazi all’aperto in cui poter piantare i fusti. Fortunatamente esistono alcuni alberi più piccoli, come ad esempio il ciliegio nano. È possibile far crescere quest’ultimo anche in ristretti spazi outdoor, quali ad esempio terrazzi, balconi e piccoli giardini. Serviranno accortezze, alcune consapevolezze e uno shelter per la frutticoltura.

Il ciliegio nano dai gustosi frutti

Prima di parlare di metodi, cure e protezioni per alberi da frutto, è utile conoscere un po’ meglio il ciliegio nano, non siete d’accordo? Si tratta di un albero molto ricercato e apprezzato. Esso produce, a differenza di quanto la sua statura possa far pensare, delle splendide ciliegie grandi, dalla polpa carnosa e succulenta e dal color rosso brillante. Questi frutti, dal sapore molto dolce, maturano ad inizio giugno e per l’estate sono pronti per essere assaporati sulle tavole.

ciliegie frutto del ciliegio nano

La messa a dimora del piccolo ciliegio

Il ciliegio nano può essere piantato grazie alla tecnica dell’innesto. Oltre che nell’orto o in giardino, può essere coltivato anche in grossi vasi da collocare su piccoli balconi o su terrazzi di modeste dimensioni. L’importante è che il terreno in cui il ciliegio viene piantato sia sciolto e fertile, e che l’albero venga posizionato in un’area soleggiata e areata.

Al momento della messa a dimora potrà essere protetto con uno shelter per frutticoltura, come il Tubex Fruitwrap. Durante l’inverno dovrà essere sistemato in un luogo al riparo dal vento freddo.

Come coltivare il ciliegio nano

Prendersi cura del ciliegio nano non è poi così difficile come si possa credere. Infatti, pur essendo di dimensioni contenute, questa pianta non è particolarmente delicata. Tuttavia, bisogna in ogni caso dedicarle determinate attenzioni, che naturalmente potranno favorire la sua corretta crescita.

Usare le protezioni tubolari per alberi da frutto è importante, così come il fatto di tenere l’albero al riparo dal vento durante l’inverno. Ci sono però altre accortezze da seguire: come anticipato è fondamentale che la pianta risulti esposta al sole per gran parte della giornata. Infatti, come tutti gli alberi da frutto, essa necessita della giusta quantità di ore di esposizione al sole.

Per la corretta crescita del ciliegio nano sono inoltre necessarie almeno due concimature all’anno: in primavera e in autunno. Sarà opportuno usare dei fertilizzanti specifici. In più, vanno evitati i ristagni di acqua. Questi potrebbero causare l’insorgere di muffe e marciume, che chiaramente non fanno bene alla pianta. Infine, qualora il ciliegio venga posto in un vaso, bisognerà assicurarsi che il fusto abbia tutto lo spazio necessario per ampliare le sue radici.

Curare un ciliegio nano: le nostre conclusioni

Come avete potuto vedere, curare il ciliegio nano non è semplicissimo, ma neanche troppo difficile. L’importante è trovare la giusta collocazione e munirsi del terriccio migliore. Usare uno shelter per la frutticoltura, come il Tubex Fruitwrap, permetterà di promuovere un più rapido attecchimento e un sano sviluppo del fusto. Insomma, con le giuste accortezze, si potrà avere un bel ciliegio nano anche in un piccolo giardino, che ogni anno potrà fiorire e regalare anche qualche buon frutto!


21 Apr 2021 | Redazione Tubex |

Chi si occupa di viticoltura e anche della coltivazione di altri vegetali dal fusto debole, sa bene che la legatura è un’importante operazione. Ha come obiettivo l’indirizzamento della crescita vegetativa delle proprie piante, studiato per favorire la loro salvaguardia. Per effettuare una corretta legatura è possibile usare delle valide legatrici professionali. Ecco una breve guida che vi aiuterà a scegliere l’attrezzo più giusto per voi.

La legatura più nel dettaglio

In genere la legatura viene effettuata subito dopo la potatura. Parlando più specificatamente di viti, si effettua torcendo delicatamente i tralci che daranno origine ai frutti e legandoli ai fili di ferro posti orizzontalmente tra una pianta e l’altra. Si tratta di un lavoro manuale molto delicato che richiede pazienza e attenzione, e va fatto in modo tale da evitare che i tralci, così curvati, possano rompersi.

Come si faceva in passato?

Chiaramente le legatrici professionali si sono cominciate ad usare nell’epoca moderna. Infatti, anticamente la legatura si effettuava tramite legacci di origine vegetale posizionati manualmente. Venivano ricavati dal salice (pianta notoriamente resistente che predilige i luoghi umidi), raccolto in inverno e conservato al fresco. Questi legacci naturali venivano inumiditi prima dell’uso, rendendoli così più elastici e facilmente gestibili dalle dita dei coltivatori. Questi ultimi annodavano i tralci al tutore, uno per uno. Per fare i legacci si usavano anche la ginestra o la rafia.

La legatura nella nostra epoca

Quello della legatura è ancora oggi un compito certosino, da portare a termine con attenzione. Tuttavia, l’operazione può essere semplificata e velocizzata grazie all’utilizzo di legatrici professionali. Con questo strumento si possono ancorare i legacci in materiale sintetico o metallico ai fili di ferro posizionati sulle viti. Le legatrici professionali possono essere manuali o elettriche: a seconda delle diverse esigenze di coltivazione, è possibile scegliere la più adatta.

legatrici professionali per la viticoltura

Le legatrici manuali

In questo caso si tratta di particolari pinze che permettono di legare tra loro (o ai tutori) piante o rami. Funzionano meccanicamente. Quindi non hanno bisogno di alcun tipo di batteria, ma solo di un po’ di forza lavoro. Le legatrici professionali manuali vengono consigliate per chi effettua legature annuali. Il filo utilizzato è metallico e lo si trova in bobine facilmente sostituibili.

Le legatrici professionali elettriche

In caso di legatura su ampie coltivazioni è consigliabile utilizzare attrezzature più sofisticate e ancora più comode e pratiche da usare. Le legatrici elettriche (dotate di batterie al litio) velocizzano notevolmente l’operazione di legatura, consentendo l’esecuzione di circa 30 legature al minuto. Sul mercato ve ne sono di vario tipo. Alcune, ad esempio, sono dotate di un pulsante che consente di scegliere la tipologia di legatura.  Altre possono montare due tipi di bobine e fornire differenti funzionalità.

Legatrici professionali: le nostre conclusioni

Prima dell’acquisto, vi consigliamo di valutare attentamente le esigenze delle piante che dovete trattare, l’ampiezza del terreno di coltivazione e, ovviamente, i costi delle varie macchine presenti sul mercato. Ricordate che quelle elettriche sono l’ideale per le grandi coltivazioni. Quelle manuali sono la scelta migliore per le coltivazioni più piccole.

Per la coltivazione della vite potrete trovare delle funzionali legatrici professionali elettriche e potrete usare anche le protezioni Tubex Ecovine. Queste ultime risulteranno utilissime. Per saperne di più, potete visitare la sezione dedicata.